Confermate le condanne a Sculco e Talarico

Condanna confermata in Cassazione a quattro anni per l’ex consigliere regionale Vincenzo Sculco (61 anni), attuale leader del movimento “i Demokratici”. Pena ridotta di tre mesi rispetto alla sentenza di secondo grado, all’ex Presidente della Provincia Carmine Talarico (59 anni) al quale è stata inflitta dalla Cassazione una condanna a quattro anni e tre mesi di reclusione. lo hanno stabilito i giudici della Suprema Corte che con la loro sentenza hanno scritto la parole fine sulla vicenda processuale scaturita da un’inchiesta condotta oltre dieci anni fa, dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni che contestava irregolarità nella gestione di appalti, forniture e concorsi alla Provincia di Crotone nel periodo precedente al 2000.
Sei le posizioni al vaglio della Corte di Cassazione che come detto ha confermato la condanna a quattro anni per Enzo Sculco, relativamente a un episodio di concussione. I giudici rispetto al primo e secondo grado hanno invece giudicato prescritto un capo d’imputazione relativo a un’accusa di falso che era contestata a Carmine Talarico, riducendo così la pena di tre mesi rispetto al giudizio deciso in Appello per Talarico che è stato condannato per due episodi di concussione.
Sono stati ieri prosciolti per intervenuta prescrizione di un’accusa di falso, l’imprenditore Valentino Riolo (63 anni) e Francesco Balzano (72 anni). I due, erano stati condannati entrambi a due anni di reclusione dai giudici del secondo grado il 21 dicembre del 2009. In quella occasione i giudici della Corte d’Appello dichiararono prescritti i reati a carico Vincenzo Capozza (47 anni) e Alfredo Virgilio Voce (61 anni) che furono per questo prosciolti. Una decisione questa confermata ieri dalla Corte di Cassazione che ha depositato in tarda sera la sentenza sui ricorsi presentati dai legali dei sei accusati.
Enzo Sculco davanti ai giudici romani è stato rappresentato dagli avvocati prof. Giovanni Aricò e Anselmo Torchia. L’avvocato Francesco Laratta ha assistito Carmine Talarico mentre l’avvocato Enzo Ioppoli ha difeso davanti alla Cassazione Valentino Riolo. Francesco Balzano è stato a sua volta assistito dal prof. Volpe. L’avvocato Salvatore Iannotta ha difeso Vincenzo Capozza insieme all’avvocato Maria Teresa Cortese. Alfredo Virgilio Voce è stato assistito dall’avvocato Pino Napoli. La Provincia come parte civile è stata rappresentata dall’avv. Leo Sulla. Gli avv. Francesco Pignolo e Arnaldo Tacus hanno rappresentato le altre parti civili.
Era il pomeriggio del 23 gennaio 2001, quando l’inchiesta venne alla luce con la scoperta di alcune microspie piazzate dai carabinieri negli uffici del palazzo della Provincia in via Mario Nicoletta. Il 2 aprile successivo venne arrestato l’allora vicepresidente Enzo Sculco, esponente del Ppi ed altre 3 persone. Il 2 luglio dello stesso anno finì agli arresti domiciliari lo stesso presidente del tempo Carmine Talarico, dirigente dei Ds e vennero arrestate altre 4 persone. La Procurà parlò di un comitato d’affari che gestiva con modalità illecite appalti e concorsi all’ente intermedio.
Alcuni tra gli indagati ricorsero ai riti speciali e uscirono dal processo. Ci vollero sei anni per la sentenza di primo grado pronunciata il 2 febbraio 2007 dal Tribunale penale presieduto dalla dottoressa Maria Luisa Mingrone che inflisse 12 condanne per complessivi 32 anni e nove mesi di carcere. Sculco al tempo capogruppo della Margherita in Consiglio regionale venne condannato a sette anni di reclusione per concussione, corruzione, frode in pubbliche forniture, truffa e tentata truffa. Sei anni vennero inflitti a Carmine Talarico per concussione truffa abuso d’ufficio e falso.
Il 21 dicembre del 2009 i giudici dell’Appello inflissero solo 4 condanne su 13 imputati. Assolsero altri 5 imputati e decisero il proscioglimento degli altri 4 per intervenuta prescrizione. La Corte d’Appello in alcuni casi recependo la tesi delle difese rideterminò tra l’altro rispetto al primo grado anche le condanne dei due imputati principali, Sculco e Talarico, che ebbero entrambi una riduzione di pena. Sculco venne condannato a quattro anni di reclusione per un solo episodio di concussione mentre venne assolto nel merito per altri 4 capi di imputazione. Sconto di pena anche per Talarico che venne condannato per due episodi di concussione e uno di falso. Ieri la sentenza definitiva con due sole condanne diventate esecutive: «Sono rammaricato, per una condanna arrivata per fatti alcuni dei quali vecchi ormai di 15 anni», ha commentato a caldo l’avv. Laratta che ha annunciato istanza per far ottenere l’indulto al suo assistito Carmine Talarico.
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